Sono le ore 15:08 del 20/08/2017

L’Ufficio Stampa

L’Ufficio stampa del progetto “CorvialeDomani” è curato da
Elena D’Alessandri

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PER UNA FILMOGRAFIA DI CORVIALE

Appunti per una “filmografia”…

FILMOGRAFIA SU CORVIALE

filmografia

TRASMISSIONI TELEVISIVE SU CORVIALE

trasmissioni Tv

P. S. Questi appunti “bibliografici” relativi a film cinematografici e trasmissioni televisivi fotografavano la situazione alla data di conclusione del rapporto di ricerca IsICult per Filas (giugno 2010).

Nel corso dell’ultimo anno, è fondamentale citare:

Et in terra pax, regia di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, sceneggiatura degli stessi coregisti insieme ad Andrea Esposito, 89′, produzione Kimerafilm-Settembrini Film, 2010.

(clicca qui per leggere la scheda completa relativa al film sul sito web “Cinematografo.it”, curato dall’Ente dello Spettacolo, che include anche un estratto delle recensioni; vai alla “rassegna stampa” dell’home-page, per trovare alcuni articoli correlati al film ed alle polemiche che ha suscitato).

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Per consentire una comprensione dell’approccio adottato dal gruppo di ricerca IsICult, si riproduce a seguito un estratto della parte iniziale del rapporto consegnato a Filas a fine giugno 2010 (vedi anche “Home-Page”).

Alcune considerazioni intorno a Corviale
(tratte dal rapporto di ricerca IsICult per Filas, pagg. 9-15)

PREMESSE DI SCENARIO: CORVIALE, “TOPOS” MEDIATICO

2. Premesse di scenario: Corviale, “topos” mediatico

Nell’immaginario collettivo romano e finanche italiano, “Corviale” si pone come icona di una progettualità architettonico-urbanistica, se non fallita, certamente incompiuta – sotto molti aspetti – a causa anzitutto del venir meno, ovvero dell’incompiutezza, del respiro razionalista di lungo periodo che pure era previsto “ab origine”.

Corviale è un vero e proprio “topos massmediatico” ed al contempo un “topos architettonico”, un “mediascape” divenuto incarnazione di demonizzazioni psico-sociali, di leggende metropolitane, e di veri e propri “massacri” comunicazionali [1], di rappresentazioni “infernali” [2]…

Corviale è anche divenuto una “piazza mediatica” per la politica italiana: al di là del concerto di Renato Zero nel 1997 o della visita di Papa Wojtila nel 1992, il “picco” – a livello di scenografia politica – è stato raggiunto nel marzo 2008, con l’intervento di Berlusconi, a sostegno della candidatura di Alemanno, con una manifestazione elettorale organizzata proprio nel Serpentone. Corviale, quindi, come “palcoscenico privilegiato”, in verità, non solo per i professionisti della politica-immagine [3].

Infatti, il potere politico con le sue apparizioni ed iniziative, tanto frequenti quanto episodiche, evitando le difficili decisioni di un intervento strutturale, ha finito per interpretare quella situazione come il palcoscenico privilegiato per il più disparati interventi di rivitalizzazione urbana, animazione, teatro popolare, concerti, cineforum, dibattiti, e quant’altro.

Nato come progetto che avrebbe dovuto caratterizzarsi per una positiva socialità democratica dell’insediamento urbanistico, Corviale è rimasto una “opera incompiuta” [4] venendo paradossalmente a mancare proprio quella parte dell’opera che avrebbe dovuto stimolare le pratiche di socializzazione.

Corviale si caratterizza – come sostiene Martini – per una straordinaria “unicità che è stata al contempo la fonte della sua discriminazione”[5].

Secondo i suoi detrattori, Corviale può essere considerato una sorta di simbolo del disagio sociale delle periferie metropolitane e del rischio di fallimentarietà di politiche sociali-economiche calate dall’alto, che intervengono con eccesso di illuminismo.

In verità, la progettualità originaria di Corviale – innovativa, sperimentale, avanguardistica – è stata tradita dal non completamento di una serie di opere (quelle connesse con la socialità) che avrebbero consentito di addivenire ad un risultato finale vicino a quello dell’idea iniziale.

Si ricordi che la parte più innovativa di Corviale doveva essere rappresentata – nel progetto originario – dai servizi e dagli impianti collettivi, progettati per una estensione tre volte più ampia degli standard minimi fissati per legge. Si prevedevano 4 teatri all’aperto, gli uffici circoscrizionali, 1 grande sala di 500 posti per riunioni, 1 biblioteca, 1 palestra coperta, 2 scuole elementari, 1 scuola media, 2 materne, 3 asili nido, 1 consultorio pediatrico, 1 farmacia, 1 mercato coperto, 1 ristorante con sala banchetti e self-service, 1 chiesa parrocchiale… Tutti questi servizi erano “sovradimensionati”, nel progetto iniziale, perché avrebbero dovuto servire anche il quartiere circostante. Solo una parte di questi servizi sociali è stata realizzata, a distanza di molti anni, in qualche modo “ex post”, e senza una progettualità strategica…

In sostanza, Corviale, progetto incompiuto, ha finito per incarnare anche colpe di cui non è responsabile. Nell’immaginario collettivo, Corviale è divenuto un luogo “maledetto” e “criminale”.

Negli ultimi anni, in modo spontaneo, grazie all’impegno dei suoi abitanti e di alcuni promotori (veri e propri “attivisti” di un rilancio dell’insediamento, sia a livello socio-culturale sia a livello imprenditoriale) e finanche di parte della comunità scientifica (sebbene più a livello di urbanisti che sociologi), Corviale ha iniziato a cercare di superare l’immagine di “fallimento di un’utopia”, ed è divenuto luogo di intense attività sociali (culturali e sportive), ponendo le basi per uno sviluppo ulteriore dell’insediamento, alla luce di nuove progettualità.

Con dinamiche policentriche, l’Amministrazione Comunale della città di Roma, il XV Municipio – Arvalia [6], la Provincia di Roma, la Regione Lazio, hanno accolto alcune delle proposte venute dagli abitanti e dai promotori di iniziative culturali e sportive, è stato avviato di un complessivo “ripensamento” sull’esperienza dell’insediamento, ed è stata messa in moto una complessa riflessione sulle potenzialità di Corviale.

Il soggetto promotore e la data di avvio di questo processo innovativo possono essere identificati, in modo semplificato, in: il Dipartimento XIX del Comune di Roma e l’Assessorato alle Politiche per le Periferie, per lo Sviluppo locale, per il Lavoro, guidato da Luigi Nieri [7], che, in collaborazione con il “Laboratorio Territoriale Corviale – Roma Ovest”, che ha scelto di sostenere progetti finalizzati alla produzione artistica e al coinvolgimento degli abitanti; l’anno di questa… “start-up” è stato il 2002, nel quale sono state avviate una serie di azioni intraprese, oltre che al recupero degli spazi della struttura, alla creazione di attività di consulenza, formazione e lavoro, finalizzate ad attivare una nuova percezione sia da parte degli abitanti sia da parte della città; è il 2002 l’anno nel quale il Municipio decide di tenere – anche simbolicamente – alcune sedute del Consiglio nella nuova Aula Consiliare appositamente realizzata a Corviale, lasciando la sede storica di Villa Bonelli [8], situata nel quartiere più esclusivo del XV…

Va ricordato che, senza dubbio alcuno, la “rivitalizzazione” iniziale di Corviale è stata stimolata dalla novella sensibilità mostrata, a partire dal 2001, dalla Giunta a guida Veltroni nei confronti delle periferie [9]: lo spartiacque tra il “prima” ed il “dopo” può essere considerato il convegno internazionale “Al centro le periferie” / “Suburbs in the Center” [10], organizzato simbolicamente giustappunto a Corviale.

Alcune iniziative socio-culturali già messe “in scena” a Corviale – con grande sforzo volontaristico da parte di alcuni attivisti e promotori, organizzatori culturali ed imprenditori – hanno dimostrato l’esistenza di un tessuto attivo e, soprattutto, fertile.

Si tratta di un ampio spettro di attività: da laboratori d’arte a palestre ed altri luoghi per le attività culturali e sportive, senza dimenticare il progetto, purtroppo interrotto, di Osservatorio Nomade promosso dalla Fondazione Adriano Olivetti (2004-2006).

E’ da un decennio, quindi, che la “mano pubblica” ha deciso di agire con interventi, altri e paralleli, rispetto alle tradizioni politiche urbanistiche: interventi sociali e culturali, che pure non sembrano essere stati impostati in modo organico e strategico, venendosi a determinare il rischio di dispersione delle risorse ed una caratterizzazione effimera di alcune iniziative (che hanno corso il rischio di divenire assimilabili alla “toccata e fuga” ovvero “osservazione e dipartita” delle prime esplorazioni antropologiche). Il caso stesso, molto stimolante in sé, dell’esperienza della Fondazione Olivetti è sintomatico: ha lasciato eccellente traccia storica, nella memoria degli operatori e forse anche degli abitanti, ha certamente stimolato il “capitale intellettuale” del quartiere, ma non è riuscito a stimolare un prosieguo autonomo del progetto, allorquando l’Amministrazione Comunale ha sospeso il finanziamento… E’ una dinamica sulla quale è indispensabile sviluppare una riflessione critica, per evitare la riproduzione di iniziative “dall’alto”, che finiscono per contrastare una sana dinamica “bottom-up” di compartecipazione democratica “dal basso”.

L’idea del “distretto culturale” a Corviale scaturisce anche dall’osservazione critica delle esperienze finora realizzate: la prospettiva del “distretto” è strategica, perché supera il carattere occasionale, e quindi effimero, di iniziative contingenti, non inserite in una progettualità di ampio respiro e di lungo periodo.

Recentemente, è stato avviato l’iter di una proposta di deliberazione consiliare nell’ambito del Comune di Roma, dal significativo titolo “Linee di indirizzo al Sindaco e alla Giunta per la individuazione e promozione dell’ambito territoriale di Corviale come Distretto Metropolitano dell’Arte, della Cultura e dello Sport”, proposta depositata il 25 maggio 2009.

Le iniziative promosse dal Coordinamento di un Distretto Culturale/sportivo a Corviale hanno suscitato l’attenzione della stampa e degli altri media, e l’Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, Umberto Croppi, ha pubblicamente manifestato, nel novembre 2009, la propria sensibilità rispetto al progetto [11].

L’ex Assessore allo Sviluppo Economico Ricerca Innovazione Turismo della Regione Lazio Claudio Mancini ha ufficializzato, sempre nel novembre 2009, il sostegno alle iniziative, spontanee ed istituzionali, finalizzate alla realizzazione di un “distretto culturale” a Corviale, ed ha annunciato di aver concordato con Filas l’organizzazione di un incontro internazionale di riflessione sul progetto [12].

Filas spa – Finanziaria Laziale di Sviluppo ha iniziato a ragionare sulle potenzialità di Corviale come possibile “distretto culturale” metropolitano, nella prospettiva di un’ambiziosa quanto concreta operazione di recupero urbanistico-ambientale e di crescita socio-economica del quadrante della città in cui Corviale si trova, il cosiddetto “Quadrante Sud-Ovest” [13].

Filas ha quindi deciso di promuovere un “gruppo di lavoro”, coordinato da IsICult, che apportasse saperi disciplinari e conoscenze tecniche plurali: dall’aspetto sociologico a quello urbanistico, dall’economico all’architettonico, concentrando l’attenzione sulla prospettiva culturologica (intendendo “cultura” nella più contemporanea ed evoluta delle accezioni post-moderne, senza alcuna discriminazione tra culture cosiddette “alte” e “basse”).

Il “gruppo di lavoro” si è avvalso quindi dell’esperienza di operatori dal differente background (università, ricerca, artisti, promotori culturali e sportivi, imprenditori…), ma si è basato anzitutto su una filosofia politica di acquisizione di consenso attivo e partecipato da parte dei residenti, ovvero della comunità di Corviale.

Va ricordato, infine, che qualsiasi iniziativa riguardante Corviale deve essere contestualizzata dentro il perimetro del territorio del Municipio XV – Arvalia [14]: come abbiamo già accennato, il Municipio, con i suoi circa 150mila abitanti – una popolazione maggiore a quella di un Comune come Rimini (28ª città italiana per popolazione, dati 2007), si caratterizza al proprio interno per la compresenza di situazioni profondamente differenziate, sia sotto il profilo urbanistico, sia per gli aspetti sociali ed economici. Negli ultimi anni, il Municipio XV sta vivendo senza dubbio una stagione segnata da una grande dinamicità, con intense interazioni tra i quartieri e le zone che lo compongono.

E’ importante ricordare che il quartiere Corviale-Casetta Mattei [15] ha una popolazione di circa 15.000 abitanti, e corrisponde quindi solo a circa un 10 % del totale dei residenti del Municipio XV.

Il “Quadrante Ovest” di Roma, di cui il Municipio XV fa parte, è destinato infatti a svolgere un ruolo sempre più strategico per la modernizzazione e lo sviluppo complessivo della Capitale [16]. Si tratta di un territorio caratterizzato da una forte vocazione all’insediamento di attività commerciali, direzionali, logistiche, produttive, ricettive, congressuali ed espositive, in grado di attrarre investitori pubblici e privati: basti citare la Nuova Fiera di Roma a Ponte Galeria, il Centro Direzionale dell’Alitalia e quello della Telecom di Parco de’ Medici, strutture turistico-ricettive e per il tempo libero come il Warner Village e l’Uci Cinema, e, ancora, le riserve naturali della Tenuta dei Massimi (774 ettari) e della Valle dei Casali (469 ettari)…

Se tutto questo territorio è stata definito – forse con eccessiva enfasi retorica – addirittura la “Porta Internazionale di Roma sul Mediterraneo” [17], si ritiene che vi siano tutte le premesse (ricchezza di presupposti, iniziative già in atto, progettualità in corso, fecondità socio-culturale della zona…) per poter accogliere un “distretto tecnologico d’arte, cultura e sport” a Corviale.


[1] Il termine “massacro” è stato utilizzato anche dal Presidente del XV Municipio, Gianni Paris: “Corviale, come Magliana, è un quartiere che viene massacrato quasi quotidianamente sui giornali. Ma, oggi, dopo una cura intensiva di qualche anno, Corviale è un quartiere dove abbiamo obbligato la città ad andare, perché abbiamo trasferito là la sede del Consiglio del Municipio, dei Vigili Urbani, dell’ufficio tecnico, e abbiamo aperto una bellissima Biblioteca all’interno di un Centro Polivalente, dove ci sono anche il Centro Orientamento al Lavoro e il Centro Formazione Professionale. Abbiamo obbligato la gente da andare a Corviale, e ad accorgersi che Corviale non è quel mostro di cui hanno letto o sentito parlare in giro per il mondo. Questo produce uno straordinario interesse per Corviale, tanto che oggi sui giornali si parla della televisione del quartiere e c’è, quindi, un interesse nuovo e positivo per il quartiere, un risultato che si ottiene perché sono state messe in campo idee ed iniziative che lo qualificano, creando nuove funzioni e opportunità, non tanto perché è stato fatto il giardino pubblico al Corviale, che tra l’altro abbiamo pure fatto, ma non è sufficiente. Vado in giro per l’Italia, vado a parlare anche nelle università su Corviale, e porto questa esperienza come un caso positivo di recupero di un certo tipo di periferia in una grande città (Gianni Paris, presidente Municipio XV, estratto di un’intervista: in Assessorato alle Periferie – Sviluppo locale e Lavoro Dipartimento XIV – Ufficio formazione professionale del Comune di Roma, “Il XV Municipio Arvalia-Portuense: analisi sulle potenzialità dell’Eda – Rapporto finale dell’attività di ricerca”, Roma, s.i.p., 2005, pag. 69.)

[2] Anche una testata sensibile come “il Manifesto”, commentando una recente trasmissione Rai che ha dedicato attenzione a Corviale, scrive, con enfasi retorica: “il quarto piano di Corviale è un viaggio all’inferno” (così Norma Rangeri, in “L’inchiesta trova casa”, in “il Manifesto”, 2 febbraio 2010). E’ interessante osservare come anche due degli intervistati nella fase di “field” della presente ricerca utilizzino la metafora dell’“inferno” per riferirsi a Corviale: vedi infra, interviste a Gianluca Nicoletti e Massimo Ilardi.

[3] Scrive l’architetto Francesco Coccia (ideatore del convegno “Recupera Corviale” del 2001): “Infatti, il potere politico con le sue apparizioni ed iniziative, tanto frequenti quanto episodiche, evitando le difficili decisioni di un intervento strutturale, ha finito per interpretare quella situazione come il palcoscenico privilegiato per il più disparati interventi di rivitalizzazione urbana, animazione, teatro popolare, concerti, cineforum, dibattiti, e quant’altro” (testo tratto dal dvd che integra il volume che pubblica gli atti del convegno, vedi infra).

[4] Lo si potrebbe definire quasi un “monumento all’incompiutezza”: l’architetto Antonio Gussoni, progettista del “PalaCorviale”, lo definisce un “mistero dell’incompiuto” (vedi infra, intervista).

[5] Mauro Martini, architetto e Direttore Tecnico del Municipio XV (già Responsabile del Laboratorio Territoriale Corviale-Roma Ovest), intervista nell’economia della presente ricerca: vedi infra.

[6] Il Municipio XV, con la sua conformazione topografica molto estesa (5,5 % del totale del territorio del Comune di Roma, circa 71 chilometri quadrati, 2.600 km di strade…), è articolato in quartieri, alcuni dei quali sono paragonabili, per numero di abitanti, a cittadine di provincia: si tratta di zone e quartieri sorti in periodi storici diversi, nel tentativo di rispondere ad esigenze specifiche di quel particolare momento, il che ne ha connotato la composizione sociale nonché l’aspetto urbanistico. Si tratta quindi di un territorio non uniforme: ciascuna zona ha caratteristiche sociali, economiche e urbanistiche intrinseche e assai diverse. Esemplificativamente: dal quartiere Marconi, attiguo al centro storico, a Ponte Galeria, estrema periferia municipale confinante a sud-ovest con il comune di Fiumicino. Nel 1996, il Municipio XV (allora ancora “Circoscrizione”) ha deciso di connotarsi con la denominazione di “Arvalia”, enfatizzando una lontana memoria storica, ovvero il collegio sacerdotale dei Frates Arvales, addetti a propiziare la fertilità dei campi. Si ricordi che il Municipio Roma XV registra complessivamente una popolazione di circa 150.000 abitanti (poco più del 5 % della popolazione iscritta all’Anagrafe dell’intera città di Roma, che era di 2,338 milioni di abitanti a fine 2007), comprendendo 9 tra “zone” e “quartieri”: Portuense, Magliana Vecchia, Ponte Galeria, La Pisana, Gianicolense, Marconi, Pian Due Torri, Trullo e giustappunto Corviale.  Si tratta di una popolazione corrispondente a quella di un comune di medie dimensioni, come la città di Modena. Il territorio del XV Municipio ha un perimetro amministrativo convenzionale, dato che accorpa zone ben differenziate tra loro, per caratteristiche urbanistiche, sociali, economiche: dagli insediamenti storici come il Trullo e Portuense (vicini ai confini con il Municipio XVI, Monteverde-Gianicolense) agli insediamenti più recenti, come Magliana Nuova e Corviale. Il XV Municipio include anche quartieri a connotazione più “borghese”, più strutturati e serviti meglio, come Marconi, Portuense e Villa Bonelli, e quartieri dove le condizioni di vita sono più difficili, come Corviale e Magliana, ed ex-borgate spontanee quali Piana del Sole, Monte delle Capre e altre. Il territorio del Municipio ospita importanti strutture di servizio: il Centro Direzionale dell’Alitalia e quello della Telecom di Parco de’ Medici, nonché gli uffici della Regione Lazio; strutture turistico-ricettive e per il tempo libero come il Warner Village e l’Uci Cinema. A ridosso del limitrofo Comune di Fiumicino, è stato realizzato il nuovo polo fieristico romano, la Nuova Fiera di Roma, a Ponte Galeria. La dotazione di verde del Municipio XV comprende le riserve naturali della Tenuta dei Massimi e della Valle dei Casali e parte della Riserva del Litorale Romano. Vedi infra, per un approfondimento relativo al cosiddetto “Quadrante Corviale”.

[7] Luigi Nieri è un attivista politico molto impegnato a favore delle lotte per la partecipazione democratica nei processi di “policy” urbana, in particolare nel movimento romano contro la speculazione edilizia e per il diritto alla casa. Nato a Roma nel 1954, è stato dapprima Consigliere Comunale, e Assessore alle Politiche per le Periferie (più esattamente, Assessore per le Periferie, per lo Sviluppo Locale, per il Lavoro) nella I Giunta Veltroni, dal 2001 al 2005. Si è poi candidato, sempre per Rifondazione Comunista, alle regionali del 2005, ed è stato Assessore al Bilancio, Programmazione Economico-Finanziaria e Partecipazione della Regione Lazio, nella Giunta Marrazzo. Nel 2008, lascia il Prc ed aderisce a Sinistra e Libertà. Dal 2010, è Capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà per Vendola alla Regione Lazio. Originale la sua ultima campagna elettorale, con manifesti che domandavano “Nieri chi?”. Uno dei manifesti rispondeva “Quello delle periferie. Piazze riqualificate, zone risanate, cooperative e piccole imprese finanziate, eventi culturali e botteghe artigiane. Nelle periferie di Roma. Non per caso”. Per quanto riguarda specificamente Corviale, si segnala il suo sostegno ad una delle iniziative più coinvolgenti del progetto Osservatorio Nomade/Stalker, ovvero “La notte di luna piena” del 3 giugno 2004. Per un’intervista significativa a Nieri, vedi Maurizio Fortuna, “Darò identità alle periferie. Abbattere non serve a nulla”, “Corriere della Sera”, 28 agosto 2003.

[8] Ci sembra opportuno riportare alcuni passi dell’articolo che “la Repubblica” dedicò all’iniziativa: “A Corviale il Sindaco Veltroni ieri pomeriggio ha inaugurato la nuova sede del parlamentino del XV Municipio, in via Marino Mazzacurati, a pochi metri dal “serpentone” che in un chilometro di cemento ospita mille appartamenti. Il governo del municipio si sposta proprio a due passi dal colosso che ancora oggi alimenta i disagi di chi lo abita. La struttura, che ospiterà il consiglio, ricalca il disegno di un anfiteatro ed ha 300 sedie gialle, un comando dei vigili ed un ufficio tecnico. «Con questa nuova casa per i cittadini – ha detto Veltroni davanti ad una platea numerosa di abitanti – luoghi e funzioni amministrative si avvicinano alla gente, e la città ridisegna il suo profilo secondo la logica che dal centro va alla periferia. Per il recupero di Corviale, che inizia con questa inaugurazione, il piano di intervento è pronto, si deve solo sbloccare il meccanismo che vede la partecipazione congiunta di Comune, Regione e Provincia. Se tutti gli enti collaborano si avranno a disposizione per il recupero urbano di Corviale 34 milioni di euro, pari a 68 miliardi di lire». «Solleciterò anche lo Iacp – ha aggiunto il Sindaco – per ristabilire i servizi primari all’ interno del palazzone: se gli ascensori non funzionano da anni si pongono problemi di sicurezza che vanno risolti». «Corviale è stato abbandonato per troppo tempo – racconta Antonio, abitante da 17 anni al I lotto, scala A – per risalire, bisogna partire dal basso: dagli ascensori, dai citofoni, dalla luce delle scale che non sempre funziona. Speriamo bene». «E’ una sede che abbiamo fortemente voluto – ha detto Gianni Paris, presidente del XV Municipio – è un piccolo passo per recuperare la dignità del quartiere e toglierlo dall’ isolamento»” (così Geraldine Schwarz, “E al centro del Serpentone Corviale accoglie il Municipio”, in “la Repubblica”, 11 aprile 2002).

[9] “Dal 2001 Roma, per la prima volta nella sua storia amministrativa e politica, ha una “postazione” fissa dedicata alle periferie. Il Comune di Roma ha creato infatti un Assessorato e un Dipartimento dedicati specificamente al recupero e allo sviluppo delle periferie. E’ stata una scelta determinata dall’esigenza di cambiare rotta, di restituire centralità ai quartieri più lontani, di rifondare nell’immaginario collettivo il rapporto centro-periferie da molti ritenuto compromesso di superare la contrapposizione dentro – fuori, per parlare della città nel suo insieme”: così Mirella Di Giovine, “La periferia romana e nuovi scenari d’arte”, in De Luca M., Gennari Santori F., Pietromarchi B., Trimarchi M. (a cura di), “Creazione contemporanea. Arte, società e territorio tra pubblico e privato”, Luca Sossella Editore, Roma, 2004, pag. 159. Di Giovine è l’architetto che ha diretto, dal 2002, il Dipartimento per lo Sviluppo e il Recupero delle Periferie del Comune di Roma, dopo averne diretto il Dipartimento Ambiente. Una analisi della politica della Giunta Veltroni in relazione alle periferie è proposta nel capitolo “Oltre la città storica. Le periferie: identità da ritrovare. Incontro con Mirella Di Giovine, Direttore del Dipartimento Politiche per lo Sviluppo e il Recupero delle Periferie”, in Diana Alessandrini, “Roma. Il futuro è in cantiere. Dall’archeologia industriale alla nuova architettura. Cronache e immagini della città eterna”, Edilazio, Roma, 2005 (pagg. 211-222). Alcune pagine dell’intervista sono dedicate specificamente a Corviale. Di Giovine enfatizza come una delle conseguenze della ipotetica demolizione sarebbe una vera e propria “deportazione” dei residenti corvialesi, ed auspica piuttosto che il Serpentone divenga “luogo di turismo e di rinascita culturale”.

[10] Il testo presentato nel programma del convegno “Al centro le periferie. La sfida del XXI secolo tra globalizzazione e sviluppo locale“ – promosso dall’Assessore per le Periferie, per lo Sviluppo Locale, per il Lavoro, Luigi Nieri – a può essere considerato un vero e proprio “manifesto programmatico”, e merita essere qui riprodotto: “Il complesso edilizio di Corviale, destinato prevalentemente a residenze pubbliche, rappresenta una delle realizzazioni più dibattute e controverse della storia urbanistica di Roma, espressione di una linea di tendenza nella ricerca urbanistica che ha attraversato parte del XX secolo, dalle città lineari alle unità di abitazione di Le Corbusier. Da sempre al centro di grandi attenzioni e legittime critiche per le implicazioni sperimentali del suo modello architettonico, per essere stato concepito come monumentale limite tra la città consolidata e l’agro romano, per i caratteri peculiari fisici e morfologici dell’area su cui sorge “l’edificio lungo un chilometro”, fu realizzato nei primi anni ’80 del secolo scorso dall’Istituto Autonomo Case Popolari. Nell’affrontare l’organizzazione del Convegno Internazionale “Al Centro le Periferie”, l’Amministrazione Comunale ha deciso di localizzarne la sede invece che nei luoghi urbani più centrali, tradizionalmente deputati alle attività congressuali e di rappresentanza, proprio nel cuore del quartiere di Corviale, emblema delle contraddizioni della periferia romana. Si tratta di un segnale preciso dell’impegno assunto dal Comune di Roma a promuovere concretamente il riscatto, la valorizzazione ed il recupero di luoghi periferici della città per troppi anni abbandonati al degrado urbano e sociale. Oggi Corviale è al centro dell’attenzione dell’Amministrazione Comunale che ha avviato per esso uno specifico Programma di Recupero Urbano, che finanzia molteplici interventi estesi anche alle aree circostanti. Il definitivo completamento del Teatro, del Centro Civico e del Centro Polivalente e le attività interessanti che vi si svolgono, i lavori in corso nel complesso adiacente, che contiene un teatro all’aperto oltre ad un futuro centro commerciale, potranno contribuire a far sì che Corviale esca progressivamente dal suo isolamento anche attraverso la valorizzazione delle risorse locali, la partecipazione, il risanamento ambientale. L’evento “Al Centro le Periferie” vuole segnare una inversione di tendenza nel rapporto tra città e periferie, promuovere una nuova immagine di questi luoghi, incrementare l’insediamento in essi di funzioni pregiate e occupazione, creare stabilmente nuove centralità di valore urbano”.

[11] Particolarmente importante è stata la conferenza stampa del 23 novembre 2009, tenutasi a Roma nella chiesa sconsacrata di Santa Marta (messa a disposizione dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Comunicazione del Comune di Roma), di presentazione dell’iniziativa  intitolata “… Incredibile scoperta… Una giornata a Corviale”, che si è trasformata in una occasione di vivace dibattito tra cittadini, promotori di associazioni culturali e sportive, ed istituzioni (ha partecipato – tra gli altri – anche l’Assessore Umberto Croppi). Durante l’iniziativa, tenutasi a Corviale il 29 novembre, con notevole partecipazione di residenti e non, è stato provocatoriamente reso noto il “ritrovamento” di 54 “giacimenti culturali e sportivi”.

[12] Vedi il dispaccio di agenzia intitolato “Corviale, Mancini: distretto della cultura per riqualificazione”: “Roma, 29 novembre 2009 – A Corviale, è in atto una interessante iniziativa per presentare il distretto delle arti, della cultura e dello sport, un progetto che può dare risultati concreti per la riqualificazione del quartiere. E’ quanto ha dichiarato in una nota l’Assessore della Regione Lazio allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Turismo, Claudio Mancini, a proposito dell’iniziativa organizzata dal Coordinamento Progetto Distretto in corso oggi a Corviale. Per sostenerlo, ho concordato con Filas l’organizzazione di un incontro, di carattere internazionale, da tenersi a febbraio, su come si realizza un distretto, mettendo a confronto le buone pratiche a livello europeo per elaborare proposte fattibili. Seguirò con attenzione l’iter di questo progetto, cui auspico che anche gli altri assessorati regionali partecipino ognuno per il proprio campo di intervento, conclude” (dispaccio Omniroma, 29 novembre 2009).

[13] Va precisato che definizioni come questa (“quadrante”) sono prevalentemente convenzionali, sebbene talvolta fatte proprie da atti assunti dalle varie Pubbliche Amministrazioni. E’ opportuno qui ricordare cosa si intende con:

- “Quadrante Corviale”: l’area più ampia, intorno al Serpentone, comprendente Casetta Mattei, Parrocchietta, Trullo e l’asse Magliana-Fiumicino, ovviamente sempre all’interno del Municipio XV – Arvalia; in altri termini, per “Quadrante Corviale”, si intende convenzionalmente l’area compresa fra il Tevere a Sud, la via della Pisana a Nord, via del Casaletto-viale Isacco Newton ad est, la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi (774 ettari) ad ovest, in un settore urbano che investe il Municipio  XV, ovvero Arvalia, ed il Municipio XVI, ovvero Monteverde-Gianicolense;

- “Quadrante Sud-Ovest” (talvolta indicato anche come “Quadrante Ovest”): il territorio strategico per i servizi di accoglienza e per le dotazioni infrastrutturali e logistiche che si saldano con l’aeroporto di Fiumicino, il porto passeggeri e commerciale di Civitavecchia, i nuovi porti turistici di Fiumicino ed Ostia, gli assi stradali ed autostradali e la collocazione della nuova Fiera di Roma a Ponte Galeria sull’asse Roma-Fiumicino.

[14] Se gli abitanti di Corviale sono circa 8mila, la popolazione dell’area Corviale-Casetta Mattei è di circa 15mila abitanti, e corrisponde quindi a circa un decimo della popolazione del Municipio XV – Arvalia. Indicativamente, queste sono le macro-aree del Municipio XV (dati 2007): Marconi (35mila abitanti), Portuense-Villa Bonelli (30mila), Pian Due Torri-Magliana (30mila), Trullo (29mila), Corviale-Casetta Mattei (15mila), Ponte Galeria (6mila). Va comunque ricordato che il Municipio XV raggruppa realtà ben eterogenee tra loro: come ha sostenuto Mimma Miani, Consigliera del Municipio XV, “non c’è unitarietà nei territori del XV Municipio, nel senso che non c’è una crescita omogenea e non c’è il sentore di far parte di un unico territorio. Il tentativo dell’Amministrazione è stato quello di creare una entità unica, non dall’alto, ma, promuovendo ricerche storiche, valorizzando i ritrovamenti archeologici, utilizzando i lavori fatti nelle scuole, ha cercato di dare una identità a tutte queste zone e di legarle insieme per essere più forti (Assessorato alle Periferie – Sviluppo locale e Lavoro Dipartimento XIV – Ufficio formazione professionale del Comune di Roma, “Il XV Municipio Arvalia-Portuense: analisi sulle potenzialità dell’Eda – Rapporto finale dell’attività di ricerca”, Roma, s.i.p., 2005, pag. 19).

[15] Si usa il termine “quartiere” in senso lato, e non amministrativo o storico: effettivamente, Corviale è, di fatto, un edificio di grandi dimensioni, e Casetta Mattei, viene considerata da taluni una “borgata” e da altri come il “quartierino bene” rispetto a Corviale. Casetta Mattei ha origine come zona di orti e pascoli, già segnata nelle carte ottocentesche (c’era la via Casetta Mattei), ma il quartiere vero e proprio nasce intorno agli anni Sessanta. Corviale prende vita ad inizio anni Ottanta (i primi appartamenti vengono assegnati nel 1982).

[16] “Questo territorio, più che per investimenti di produzione industriale, è destinato ad essere strategico per i servizi di accoglienza e per le dotazioni infrastrutturali e logistiche che si saldano con l’aeroporto di Fiumicino, il porto passeggeri e commerciale di Civitavecchia, i nuovi porti turistici di Fiumicino ed Ostia, gli assi stradali ed autostradali e la collocazione della nuova Fiera di Roma a Ponte Galeria sull’asse Roma-Fiumicino. Il turismo, i servizi ed il terziario avanzato sono i settori destinati ad essere potenziati e rappresentano il futuro di Roma, finita l’epoca della capitale del pubblico impiego, della estensione edilizia, delle industrie legate alle commesse pubbliche. Complessivamente, se si guarda al futuro della città, Roma può puntare su un progetto di sviluppo caratterizzato per la sua sostenibilità e quindi orientato alla “modernizzazione qualitativa”, fondato sul grande patrimonio culturale e artistico, sulle straordinarie realtà ambientali, sui centri della ricerca scientifica e sulle università, senza trascurare settori che hanno dato grandi segnali di dinamicità negli ultimi anni, come il cinema, l’audiovisivo e i centri di produzione e informazione radio-televisivi. E ancora, le produzioni meccaniche ed elettroniche legate alle filiere dell’industria dei trasporti e dell’aero-spaziale. Senza dimenticare il patrimonio contenuto nelle industrie dei servizi, che proprio a Roma negli ultimi anni hanno saputo affrontare rilevanti processi di innovazione, trainanti anche a livello nazionale (comunicazioni, public utilities, ecc.). Nel Quadrante Ovest, per la sua collocazione geografica, per le infrastrutture già esistenti, per le caratteristiche storico-ambientali, si trovano tutti gli elementi concreti per creare un motore di sviluppo in grado di rispondere a questa esigenza, non solo per il territorio circoscritto, ma per l’insieme della metropoli. Segnali significativi sono arrivati in questi anni attraverso le scelte operate dalle Amministrazioni Regionale, Provinciale e Comunale, da alcuni imprenditori privati, sia locali che internazionali, e dal Patto «Progetto per Roma», siglato di recente dal Comune di Roma e dalle parti sociali. La decisione di collocare la nuova Fiera di Roma a Ponte Galeria sull’asse Roma-Fiumicino, di realizzare all’Eur il Centro Congressi con il progetto di Massimiliano Fuksas e a Castellaccio (ai limiti dell’Eur, a destra dell’inizio della via Pontina) un centro direzionale da 800 mila metri cubi con il primo grattacielo di Roma (30 piani per 120 metri di altezza) progettato da Franco Purini (il cui cantiere è stato aperto nel giugno del 2010, vedi infra, n .d. c.), la realizzazione del Porto Turistico di Ostia che nella buona stagione vede un afflusso di decine di migliaia di visitatori, la prossima realizzazione dei porti turistico e commerciale di Fiumicino, la nascita della nuova “piccola città” del “Parco Leonardo” lungo l’asse Roma-Fiumicino2, lo sviluppo della direzionalità di Magliana con il recente insediamento della Toyota, rappresentano alcuni di questi segnali e danno il senso che un processo si è avviato. Si stanno creando intorno e dentro il XV Municipio dei poli di sviluppo che si legano ad attività del settore terziario (non certo ad attività manifatturiere)”. Questa descrizione è tratta da “Il XV Municipio Arvalia-Portuense: analisi sulle potenzialità dell’Eda – Rapporto finale dell’attività di ricerca”, op.cit. , 2005, pagg. 23-25.

[17] Vedi “Il Patto di Corviale. Formazione, lavoro e occupazione per lo sviluppo territoriale”, 18 maggio 2004, documento riprodotto nell’“Allegato 1” del presente rapporto di ricerca.

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